Pisa, 28 giugno 2011 – “In Toscana è necessario operare a tutela della piccola impresa, lavorando in prima battuta per licenziare una legge regionale di principi, che mutui lo statuto delle imprese. Dobbiamo arrivare all’attuazione di una legge annuale per le micro e piccole imprese che aggiorni le cose fatte e quelle da fare, anche per la competitività del sistema produttivo”. Fabio Banti, presidente portavoce regionale di Rete Imprese Italia, ha presentato oggi a Firenze la linea dell’Associazione che rappresenta a livello unitario Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato e Casartigiani.
Alla giornata di studio “Toscana: coniugare crescita economica e lavoro in un ambiente favorevole all’impresa diffusa” hanno partecipato tra gli altri anche Giorgio Guerrini, presidente portavoce nazionale di Rete Imprese Italia ed Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.
Credito e finanza, infrastrutture, semplificazione e sburocratizzazione, turismo, città e mercato interno: queste le principali tematiche affrontate nel corso del dibattito, durante il quale sono stati messi in luce gli ostacoli che frenano la competitività delle imprese ed i fattori che possono contribuire al rilancio del nostro tessuto produttivo.
“Abbiamo chiesto alla Regione che nella proposta di Legge sulla competitività recepisca lo Small Business Act e lo Statuto delle Imprese, seguendo una corsia preferenziale per la piccola impresa – ha proseguito Banti - la creazione di un contesto favorevole per le aziende, sistemi sanzionatori più equi, inclusione delle problematiche sociali e ambientali nelle attività aziendali, l’adeguamento dell’intervento pubblico e dell’attività della Pubblica Amministrazione alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese, nei limiti delle risorse umane strumentali e finanziarie disponibili, la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese, la reciprocità dei diritti e dei doveri nei rapporti fra imprese e PA,, il diritto all’accesso del credito informato corretto e non vessatorio, la promozione della cultura imprenditoriale nel sistema dell’istruzione e della formazione, politiche volte all’aggregazione delle imprese”.
Principi che, ha aggiunto il presidente di Rete Imprese Italia-Toscana, devono essere declinati “avendo come costante riferimento il criterio della proporzionalità e della gradualità, in occasione dell’introduzione di nuovi adempimenti e oneri a carico delle imprese, tenendo conto delle loro dimensioni, del numero degli addetti e del settore di attività”. Criterio che è prioritario, ha concluso Banti, e che per questo induce i ‘piccoli’ toscani a “non condividere, a prescindere da adeguati approfondimenti e chiarimenti su portata e funzionamento, la logica del Fondo Unico per le imprese”.