Pisa, 29 marzo 2011 - Fatturati e occupazione in calo per le imprese artigiane pisane. Edilizia in crisi, performance migliori per il manifatturiero

Fatturati dominati dal segno meno e maxi crollo occupazionale: la ripresa dell’artigianato sembra essere un vero miraggio. È una situazione tutt’altro che positiva quella che emerge dall’ultima indagine congiunturale dell’osservatorio regionale sull’artigianato, realizzata da Unioncamere Toscana in collaborazione con la Regione e le associazioni di categoria.


Le microimprese artigiane hanno visto nel 2010 una diminuzione media del fatturato del 6,2% e, tra di esse, il settore più colpito risulta l’edilizia. Soffermando l’attenzione sul nostro territorio, le imprese artigiane pisane hanno registrato nel 2010 una variazione negativa del fatturato (- 5,9%) rispetto all’anno precedente. La grave situazione registrata a livello regionale trova riscontro anche nel tessuto produttivo della nostra città, dove le imprese artigiane del settore edilizio sembrano aver risentito maggiormente della crisi, con un fatturato che si attesta a – 11,5%. In mezzo a quello che potrebbe sembrare un bollettino di guerra, si evidenziano comunque delle note positive: buone performance, infatti, arrivano dal settore manifatturiero con il sistema moda, pelletteria e concia. Tale settore è riuscito a ripartire grazie all’export, che si conferma un elemento significativo su cui puntare per la ripresa.


Una bella batosta si registra sotto il profilo occupazionale, con una perdita significativa netta di oltre 18mila addetti nel 2010. In coerenza con la più marcata perdita rilevata sul piano del fatturato, a Pisa si registra un forte calo di addetti sia nel settore edilizio (- 4,2%) che nel manifatturiero (- 5,7%). Le imprese artigiane registrano tuttavia un minore tasso di disoccupazione rispetto a quelle non artigiane, sintomo di una maggiore tenuta.


Nonostante per il 2011 non si intravedano grossi margini di miglioramento, l’attenzione dovrebbe concentrarsi principalmente sull’edilizia, settore trainante della nostra economia.


L’export si conferma un elemento importante su cui incentrare la ripresa, ma non solo. Per risalire la china alle aziende artigiane occorre un’ulteriore sostegno, quello del credito. Bandi per incentivare le aggregazioni di imprese e finanziamenti su misura potrebbero offrire una boccata di ossigeno al nostro tessuto produttivo. È dunque su questa strada che dobbiamo continuare a lavorare.


Fabio Banti, presidente Confartigianato Imprese Pisa