Pisa, 8 marzo – “Il settore del mobile nella nostra provincia ha un cuore che pulsa”. Lo afferma il presidente di Confartigianato Imprese Pisa, Fabio Banti, nella recente intervista rilasciata al’emittente 50 Canale. Nonostante una leggera flessione in negativo rispetto al passato, il settore del mobile “conta sul nostro territorio la presenza di circa mille aziende che danno lavoro a 4mila addetti, alle quali possiamo aggiungere altre 200 imprese che, pur non facendo parte del settore, sono incluse nella filiera e occupano 500 addetti”. Queste sono solo alcune delle ‘importanti’ cifre snocciolate dal presidente, a testimonianza che il mobile svolge nella nostra provincia un ruolo significativo nella creazione del PIL e dell’economia.
La situazione non è tutta rose e fiori. “La mancata ripresa dei consumi interni, la crisi dell’edilizia e della nautica sono causa di alcune criticità”, continua Banti. “Le alte professionalità artigianali unite a soggetti quali Artigiacredito rappresentano più che mai risorse su cui puntare per incentivare la ripresa di questo settore”.
Fare un salto di qualità è possibile, è per questo che nella nostra provincia “Confartigianato Imprese Pisa partecipa attivamente al Tavolo del Mobile con i Comuni di Cascina, Ponsacco e Lari, collabora con ARTEX e l’Università di Firenze per affermare e far emergere l’eccellenza del settore”.
L’obiettivo di Confartigianato è quello di sostenere le aziende nell’ambito della ricerca, dell’innovazione, del design, dell’internazionalizzazione e della crescita qualitativa dei loro prodotti, affinché possano essere più competitive sia sul mercato interno sia su quello esterno. “Pisa possiede tutti i requisiti per candidarsi come polo d’innovazione sfruttando i numerosi canali a sua disposizione, primo tra tutti l’Università”, afferma Banti.
Oltre al settore del legno, Confartigianato Imprese Pisa punta su altre aree di sviluppo del mercato, stiamo parlando della “domotica – con un progetto che ci vede impegnati nella realizzazione di residenze per la terza età – dell’interior design, dell’interior contract e della nautica da diporto”. Sono oltre 200 i mobilieri della provincia che hanno avuto rapporti con il settore nautico. “Questo processo deve essere ulteriormente supportato e ampliato – grazie anche allo sviluppo dell’area dei Navicelli – coinvolgendo tutte le aziende del mobile, dell’impiantistica e della carpenteria meccanica”, conclude Banti.