CONVEGNO ANTIUSURA
“Fatti sentire, non farti strozzare. No all’usura.”
Iniziativa organizzata da Confartigianato Pisa e Confcommercio Pisa
Lunedì 6 febbraio 2012, ore 16,30 – Auditorium Primaziale
È passato poco più di un mese dalla tragica notizia dell’ultimo caso di un imprenditore morto suicida. Un impresario tranese di quarantanove anni, padre di famiglia e titolare di un’impresa di climatizzazione, ha deciso di farla finita impiccandosi nel box che utilizzava come deposito, esasperato dall’usura. Poche righe scritte su un biglietto spiegano le ragioni del tragico gesto, compiuto per liberarsi dal tormento dei problemi economici che gravavano sulla sua impresa. Storie di ordinaria disperazione ai tempi della peggiore crisi economica di cui l’Italia abbia memoria dal dopoguerra. Ma il fenomeno dell’usura si sta diffondendo a macchia d’olio anche nella nostra regione, fino a poco tempo fa considerata tra i territori meno colpiti (seppur non esenti) da questo rischio.
È per riflettere su questo tema e promuovere la cultura della legalità, strettamente legata alla lotta contro l’usura ed alla denuncia della situazioni vessatorie subite dalle imprese (e dagli imprenditori) che ne sono vittima, che Confartigianato Imprese Pisa e Confcommercio Pisa hanno organizzato il convegno “Fatti sentire, non farti strozzare. No all’usura. Istituzioni, Magistratura, Centri di Ascolto Antiusura, Associazioni di Categoria. Puoi davvero contarci”, in programma oggi alle ore 16,30 presso l’Auditorium della Primaziale Pisana.
L’iniziativa – patrocinata dal Comune di Pisa, dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana – coinvolge numerosi attori: non solo i rappresentanti delle Associazioni di categoria ma anche le istituzioni, i Centri di Ascolto, la Magistratura e la chiesa – particolarmente sensibile al tema della legalità – con la presenza dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.
“Il fenomeno dell’usura desta particolare preoccupazione per la scarsità di dati reperibili – afferma Fabio Banti, presidente di Confartigianato Imprese Pisa – tutto ciò comporta una certa difficoltà di lettura del problema nella sua complessità e, probabilmente, anche una sottovalutazione. Un dato significativo da tenere presente è che nel 2011 in Italia sono stati ben 70 gli imprenditori che hanno commesso gesti estremi come il suicidio”.
Secondo un rapporto di Sos imprese, la nostra città è la terza in toscana per percentuale di usura in rapporto al numero degli imprenditori, con un giro d’affari manovrato dagli ‘strozzini’ pari a 70 milioni di euro e 1400 imprenditori coinvolti. “A rendere ancora più preoccupante questo fenomeno è che a fronte di questo numero particolarmente elevato, le denunce sono veramente poche”, sottolinea Alessandro Trolese, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. “Oggi, purtroppo, il silenzio viene notato sempre meno – sottolinea Banti – e di fronte alla scomparsa dei cognomi importanti del centro storico, quei cognomi che hanno fatto parte del tessuto produttivo della nostra città, nessuno si domanda mai il perché. Bene, è arrivato il momento di farlo”.
Agire in sinergia e attivare sul territorio tutti i sensori possibili per ascoltare e comprendere le difficoltà delle imprese: questo il ruolo fondamentale delle Associazioni di Categoria, della Magistratura, degli Istituti di Credito e dei Centri di Ascolto per contrastare questo vero e proprio ‘cancro sociale’. Oggi, il bacino che alimenta l’usura è̀ costituito da tante piccole e medie imprese rese ‘soggetti deboli’ a causa della crisi economica e della mancanza di liquidità. “Gli istituti bancari chiudono le linee di credito e le piccole aziende, che hanno sempre avuto un basso livello di capitalizzazione e che adesso assistono ad un calo delle commesse, non dispongono più delle risorse per rientrare dei mutui e dei prestiti fatti negli anni – afferma Paolo Margheri, direttore di Confartigianato Imprese Pisa – la vera linfa che alimenta le imprese è la liquidità. Per contrastare e prevenire l’usura è dunque più che mai necessario agevolare la presenza di liquidità”. Secondo il presidente di Confartigianato Banti è proprio la “mancanza di risposte concrete che porta le aziende a sentirsi isolate e ad essere più facilmente vittime dell’usura”.
"Formare, informare, aiutare ma soprattutto prevenire: il ruolo delle Associazioni di Categoria è quello di coinvolgere tutti i soggetti presenti sul territorio per fare in modo che il fenomeno non attecchisca”, afferma Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa. “La mia paura come imprenditore - sottolinea Banti - è quella di uscire da una banca senza avere risposte. Noi siamo prima di tutto un’Associazione di persone ed il nostro ruolo è quello di far comprendere che esistono strutture con persone pronte a dare una mano per non far sentire soli gli imprenditori: una di queste strutture sono proprio i Centri di Ascolto delle Misericordie”.
I Centri di Ascolto – che nella provincia di Pisa vantano ben sei strutture – fanno capo alla Fondazione Regionale per la Prevenzione dell’Usura e sono il punto di riferimento al quale rivolgersi per denunciare situazioni di estorsione in quanto il loro compito è proprio quello di fornire risposte concrete a imprenditori e famiglie.
LA FONDAZIONE TOSCANA PER LA PRVENZIONE CONTRO L'USURA. La Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura si avvale della collaborazione di 40 Centri di Ascolto, distribuiti nelle principali località della Regione Toscana. In particolare, nella provincia di Pisa operano 6 Centri di Ascolto (dislocati nelle sedi della Misericordia di Pisa, Navacchio, Cascina, Pontedera, San Miniato, Volterra) dove dei volontari professionalmente preparati nel settore operano, a titolo gratuito, per valutare la fondatezza della richiesta di sostegno economico di ogni singolo caso (sulla base di specifici requisiti) e ricercare la soluzione migliore per coloro che versano in una condizione debitoria alla quale non riescono a fare fronte.
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