Pisa, 20 febbraio 2012 - Petizione popolare: SPEGNIAMO LA RAI! Per aderire basta una e-mail

Confartigianato Imprese Pisa ha indetto una petizione contro il balzello del canone RAI nei confronti delle imprese. Tutti coloro che intendono aderire all’iniziativa “SPEGNIAMO LA RAI!” promossa da Confartigianato con cui si chiede la modifica immediata dell’art. 1 del decreto n. 246 del 21/02/1938 possono inviare una e-mail a ufficiostampa@confartigianato.pisa.it con la seguente dicitura:

 

Io sottoscritto …………………………… (nome azienda/studio commerciale ……………………….. con sede in ……………………… telefono …………………………… email …………………………) aderisco alla campagna di raccolta firme contro il balzello del Canone RAI nei confronti delle imprese promossa da Confartigianato.

 

 

Di seguito, il testo della petizione.

 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
AL PRESIDENTE DEL SENATO
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA
AL MIINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CORRADO PASSERA

 

Noi sottoscritti cittadini e imprenditori italiani premesso che:

 

  • A seguito di quanto sta avvenendo negli uffici dell’Associazione, presi d’assalto da artigiani e imprenditori inferociti dalle nuove richieste di pagamento su casistiche che definiamo a dir poco incredibili;
  • Visto il ricevimento da parte della Rai della richiesta di pagamento del “canone speciale” dovuto da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici non economici ed enti privati in virtù di un Regio decreto del 1938;
  • Visto che l’articolo 1 del decreto incriminato recita espressamente che “Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni, è obbligato al pagamento del canone di abbonamento” e quindi la presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l’utenza di un apparecchio radioricevente;
  • Valutato che la disposizione è stata interpretata dalla Rai nel senso di obbligare al pagamento del canone tutte le imprese che detengono dispositivi video destinati agli usi più disparati, inclusi monitor per il pc, videofonini, videoregistratori, Ipad e, tanto per gradire, anche sistemi di videosorveglianza;
  • Visto che l’obbligo, naturalmente, scatta anche se questi apparecchi sono utilizzati per la ricezione di programmi radiotelevisivi visto che si tratta di un’imposta sul possesso dell’apparecchio. Per questo tale invito al pagamento sta arrivando a tutte le aziende che usano il computer anche per la semplice gestione della contabilità;
  • Constatando che la cifra ammonta a circa 200 euro ma c’è anche chi deve pagare 6.669 euro (gli alberghi a cinque stelle) e chi 401 euro, come è successo ad alcuni autotrasportatori;
  • Tenendo conto che se con una mano il governo spinge le aziende ad innovare per creare occupazione e lavora affinché la semplificazione burocratica passi con i sistemi on line, con l’altra è pronto a battere cassa tassando proprio gli strumenti necessari all’innovazione e all’espletamento delle pratiche.

 

CHIEDIAMO

 

LA MODIFICA IMMEDIATA DELL’ART. 1 DEL DECRETO N. 246 DEL 21/02/1938.