Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare i provvedimenti di riforma della legge quadro per l’artigianato. Una data che entra nella storia: l’approvazione è avvenuta lo stesso giorno in cui Confartigianato celebrava i suoi ottant’anni dalla fondazione.

“Il percorso non è stato semplice”, dichiara il Segretario Generale Michele Mezzanotte. “La riforma ha incontrato opposizioni forti, che hanno condizionato anche il lavoro dell’esecutivo. Il fatto che la volontà politica abbia tenuto è la dimostrazione che Confartigianato ha peso reale, non solo sulla carta.”

Nel merito, la riforma introduce innovazioni attese da tempo: la possibilità di affidare i requisiti tecnico-professionali a un responsabile tecnico (non più solo all’imprenditore), semplificazione degli assetti societari, facoltà di aprire fino a tre unità locali fuori dalla circoscrizione camerale, e un innalzamento dei limiti dimensionali per le imprese iscritte all’albo da almeno sette anni. Su questo ultimo punto, un risultato particolarmente rilevante: le imprese artigiane che cresceranno continueranno ad applicare le aliquote contributive dell’artigianato, non quelle più onerose dell’industria.

L’iter non è ancora concluso: il decreto legislativo dovrà passare per il parere parlamentare (40 giorni) e la Conferenza Stato-Regioni (30 giorni), prima dell’approvazione definitiva. I limiti dimensionali seguiranno invece l’iter della Legge di Bilancio 2027.