La legge quadro dell’artigianato ha più di 40 anni ed è in arrivo una riforma che negli ultimi giorni è finita al centro di polemiche. Facciamo chiarezza.

Falso mito n. 1: “La riforma costerà allo Stato oltre un miliardo”. Non è così. La riforma contiene una clausola di neutralità finanziaria: le imprese artigiane che crescono oltre le soglie ordinarie pagano all’Inps gli stessi contributi delle imprese industriali di pari dimensione. Inoltre, con più titolari e soci iscritti alla Gestione speciale artigiani, le entrate contributive aumentano.

Falso mito n. 2: “Le imprese sceglieranno se essere artigiane a seconda della convenienza”. Al contrario: l’iscrizione all’Albo diventa obbligatoria per chiunque abbia i requisiti. Nessuna discrezionalità, nessuna zona grigia.

Falso mito n. 3: “Tutte le imprese artigiane potranno arrivare a 50 dipendenti”. No. La soglia di 49 dipendenti, quella della piccola impresa europea, riguarda solo il settore artistico e tradizionale e solo imprese già artigiane che crescono. Per gli altri settori resta la differenziazione attuale, con un aumento proporzionale.

Falso mito n. 4: “Ci sarà dumping salariale per 1,8 milioni di lavoratori”. La qualifica artigiana non vincola a un contratto collettivo: già oggi un’impresa artigiana può applicare contratti industriali e viceversa. I contratti dell’artigianato firmati con Cgil, Cisl e Uil valgono già, in settori come l’edilizia, fino a imprese con 250 dipendenti. Nessun effetto sulle buste paga.

Falso mito n. 5: “Gli artigiani non innovano”. Le imprese artigiane usano già tecnologie avanzate, l’intelligenza artificiale, esportano e lavorano nelle filiere del made in Italy rispettando requisiti di certificazione sempre più stringenti. La riforma rafforza tutto questo.

Perché serve la riforma?

Oggi molte imprese evitano di assumere per non perdere la qualifica artigiana. In Francia e Germania questo limite non esiste. La revisione è stata sollecitata anche dal Presidente della Repubblica ed è coerente con l’articolo 45 della Costituzione, che tutela e promuove l’artigianato.